Tre domande liberali alla destra.

Tre domande liberali alla destra.

Ieri sera Silvio Berlusconi -e questo è un passaggio storico che farà di sicuro parte della prossima fatica letteraria di Bruno Vespa-, forse per la prima volta (o per la seconda, poco importa), ha declinato l’invito a partecipare alla puntata di “Porta a Porta”.

Forza Italia parla di una decisione presa per “garantire prudenza”.

Ma il politico che è dentro noi non può esimersi dal porsi 3 domande.

Le contraddizioni della coalizione opposta a quella che governa l’Italia sono ormai prossime a deflagrare qualora interessi politici speculativi fini a sé stessi vengano di fatto anteposti a quelli propri della buona educazione civica in un momento di grave e drammatica emergenza sanitaria che sta falcidiando i nostri fratelli.

Infatti a una destra conservatrice (Meloni e Salvini), che procede a corrente alternata – pure negazionista della pandemia, come ricordiamo- é tuttora incollata con il vinavil una porzione moderata che ha in Silvio Berlusconi (Forza Italia) il suo massimo esponente.

Queste due realtà forzosamente convivono sotto lo stesso tetto e, tosto o tardi, sono destinate a implodere, separandosi.

Anche a sinistra si vive la stessa situazione, per carità, ma la gestione del potere è quell’aggiunta alla colla che non fa porre a molti elettori le stesse, identiche, domande.

Sì appalesa, così, per intero, la chiara incapacità di un sistema elettorale, il maggioritario, messo in piedi quasi 30 anni fa di raffigurare per quell’altra parte, la moderata, delle “mezze mele” con cui forzosamente ci si ostina a rappresentare questo Paese.

Sarà il documento di Bilancio 2021 (su cui sono aperti dei tavoli di approfondimento) l’occasione per far esplodere le contraddizioni a destra?

Parrebbe proprio di sì, posto che l’ultimo dpcm di Conte ha messo la giusta carica esplosiva sotto il tavolo.

A chi spetterà di compiere questo sano gesto chiarificatore?

Il vicino “semestre bianco” sarà un passaggio politico importante per far brillare le cariche dello scenario di “lockdown politico” in cui conviviamo da quasi 30 anni.

Però è comprensibile anche il travaglio interiore che sta vivendo il padre nel momento in cui deve dire ai figli legittimi (non uno, ma due) di prepararsi la valigia per lasciar posto alla sua amante, anche lei con figli piccoli: ma non scorgiamo proprio alternative a quell’orizzonte.

Che faranno Meloni e Salvini a quel punto?

Francamente al liberale che è dentro di noi interessa poco.

Vadano dove li porterà il vento.

La femmina ha già impalmato l’ECR.

Il padre, dal canto suo, li ha già riempiti con tanti soldi che non basteranno 4 generazioni a spenderli tutti.

Accada quel che deve succedere, quantomeno la politica nostrana avrà raggiunto un importante elemento di chiarezza.

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