Tanto va la gatta al lardo che ci lascia …

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia …

 

Oggi il fronte governativo, attraverso il Corriere della Sera, lancia messaggi di pacificazione all’opposizione, in cerca di uno scoglio dove appigliarsi per non precipitare nel gorgo che si sono creati da soli.

Primo titolo del Corriere della Sera:

Conte: «Presto nuove misure per l’economia, nel Paese c’è un diffuso disagio psicologico e sociale»

Finalmente il presidente del consiglio si è reso conto che c’è del disagio ed anche diffuso in Italia, ed ha ragione.

Il problema è che questo disagio lo sta creando lui ed il governo che presiede.

E’ naturale che gli italiani stiano soffrendo questa situazione, perché non riescono a fidarsi di chi ha detto tutto ed il contrario di tutto.

Conte ha promesso sostegni, ristori e quant’altro uno possa desiderare.

Milioni e milioni di Euro che l’Italia doveva dichiarare lo stato di calamità, per il fiume di Euro che doveva invadere le strade e le piazze. In realtà qui di fiumi pochi ma tanta siccità da far morire le persone di sete.

Nel frattempo però in fondo alla bozza della manovra, consultabile da tutti on line, all’art 195, hanno messo da parte 1.200 milioni di Euro per le spese dei parlamentari.

Direi che è una spesa essenziale per combattere il covid e la crisi economica.

Secondo titolo del Corriere della Sera:

Covid, Mattarella: «Il virus è nemico e ci divide, stop polemiche scomposte. Nessuno dica “a me non succederà”».

Uscito dal suo silenzio assordante, il presidente Mattarella, dopo l’appello alla festa di tutti i Santi, ci riprova con un nuovo richiamo alla pacificazione, tra opposizione e governo.

Verissimo il virus è il nemico da sconfiggere, ed è per questo che ci vuole gente capace a combatterlo, sia in campo sanitario che in campo economico.

Questo governo ha ampiamente dimostrato di non essere stato capace nella prima ondata ed ancora peggio adesso.

Avrebbe avuto il tempo necessario per preparare le difese, in sei mesi non è riuscito a fare nulla, non ha programmato la reazione e così contiamo i morti e il disastro economico.

Se il virus è il nemico, caro Presidente della Repubblica prenda il coraggio a due mani e faccia come fece Vittorio Emanuele III ed il Gran Consiglio che il 25 Luglio 1943 misero fine al governo di Mussolini.

Se vuole un governo di unità nazionale chiami personalità riconosciute eccellenti a risolvere i problemi della sanità, dei trasporti, della scuola, della sicurezza nazionale interna ed esterna.

Licenziamo questo governo composto di piccoli dilettanti allo sbaraglio che hanno però sbaragliato l’Italia.

Male farebbe il centro destra a cadere nella trappola di partecipare a questo governo ormai alla frutta.

Come dice il proverbio: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, e questo governo ha uno zampone che lascia impronte enormi.

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