Pillola Tecnologica Liberale Informativa 1

Pillola Tecnologica Liberale Informativa 1

di Gabriele Varisco
Vicepresidente Partito Liberale Italiano regione Lombardia
Segretario Provinciale Monza delle Brianza – Partito Liberale Italiano

Da sempre mi occupo di tecnologia e mi chiedo quanto e come la tecnologia poteva e può ancora aiutarci nella lotta al Covid-19.

Siamo purtroppo, alla seconda ondata del Covid-19, ampiamente prevista da diversi specialisti e dalla storia, anche perché fino a prova contraria la storia insegna, sempre.

La politica tutta è rimasta apparentemente ferma a discutere, a litigare, anzichè operarsi per trovare coesione e combattere un nemico comune.

Sono stati diversi i dpcm e provvedimenti governativi, quanti hanno interessato la parte tecnologica, intesa alla prevenzione e cura del Covid-19 ?
Ne identifico 3 sopra a tutti.

1) Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/credito-d-imposta-beni-strumentali);
2) App Immuni;
3) Bonus Monopattino e banchi scolastici con le rotelle;
Bè forse il punto 3 se lo potevano risparmiare, il 2 non lo commento.

Un massiccio uso di mezzi tecnologicamente avanzati poteva è può aiutarci ?

Certamente l’indicazione di obbligo misura temperatura corporea, da parte del legislatore, senza indicare esattamente dove fare il rilievo, ad esempio sul polso, sulla fronte o sul collo perché i valori sono molto differenti, non ha aiutato, anzi.

Non è nemmeno stata indicata quale era la tolleranza, la precisione di misura che lo strumento da utilizzare doveva avere per garantire una misura di 37,5°C.

Per garantire una misura di 37,5°C sarebbe auspicabile utilizzare uno strumento con un errore di misura non superiore ai 0.5°C, cosa altamente improbabile da trovare in un termometro a pistola, ad infrarosso, molto diffuso negli esercizi commerciali.

Inettitudine, incompetenza hanno guidato il legislatore in questi parametri.

Ma a Marzo eravamo in piena emergenza, dopo 7 mesi la situazione doveva essere largamente differente.

Scuole, mezzi pubblici, edifici pubblici, aziende, quanto si poteva attrezzarle per mettere in condizione la utenza di essere controllata adeguatamente ?

Si poteva fare molto.

Proverò ad analizzare caso per caso in pillole informative a cadenza periodica.

Pillola Tecnologica Liberale Informativa 1 – 24/10/2020

Prendo come riferimento l’edificio scolastico, ma ovviamente le applicazioni tecnologiche che andrò ad indicare qui si possono ovviamente utilizzare anche in altri ambiti.

Iniziamo dall’ingresso dove si dovrebbe evitare assembramento, coda e certamente la misura della temperatura cutanea tramite termometro a pistola non è la soluzione migliore anche per la precisione dello stesso e nemmeno demandare questa misura ai genitori che non possono avere strumenti adatti a questa operazione.

Si devono utilizzare strumenti già in commercio, da parecchio tempo, strumenti termografici a valore misurato certificato, con un errore max. di 0.5°C per ogni ingresso all’edificio, in grado di misurare fino a 30 persone in contemporanea, in un ampio raggio di azione senza creare assembramenti ma semplicemente utilizzando il flusso di persone. Sistema poi utilizzabile come videosorveglianza attiva quando la utenza non è presente.

Sono stati installati questi sistema in ogni edificio scolastico ?

No.

Ogni plesso scolastico si è mosso autonomamente, non avendo ricevuto precise indicazioni legislative, con i mezzi a sua disposizione e quindi un disastro praticamente ovunque.

Una volta in aula, poi è pure possibile, utilizzando mezzi tecnologici, garantire una alta qualità dell’aria respirata presente nei locali.

Qualcuno lo ha fatto, qui il link ad una scuola del torinese ( https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2020/10/21/luce-a-scuola-per-bruciare-il-covid_4f395553-30fb-4f30-8931-f5a538d9ed6c.html ) che ha utilizzato le ultime tecnologie, brevettate italiane, per garantire una sanificazione attraverso la illuminazione dei locali ( e non certo con aprire le finestre come il ministro Azzolina affermava ).

E’ stata utilizzata la fotocatalisi con luce LED con i nanomateriali

Il processo di fotocatalisi è capace di eliminare sostanze inquinanti, batteri e virus, quale ad esempio il Betacoronavirus. Sfruttando la luce visibile LED a spettro calibrato per attivare il processo fotocatalitico su particolari filtri ceramici, che grazie al forte potere ossidante sprigionato, eliminano le sostanze nocive e distruggono batteri e virus.

Tra le ore che passiamo in casa, quelle trascorse in ufficio, a scuola, in palestra o al centro commerciale, si stima che il 90% della nostra vita in città avvenga al coperto. È per questo che la qualità dell’aria indoor è di importanza fondamentale per la nostra salute.

In molte zone d’Europa l’aspettativa di vita è ridotta di un anno a causa dell’inquinamento atmosferico e che il 90% della popolazione che vive in aree urbane è esposta a livelli non sicuri di inquinanti.

Non vedere la cappa di smog non vuol dire esserne al sicuro, se non si prendono adeguate contromisure.

L’aria negli ambienti confinati, in media, è da 5 a 10 volte più insalubre di quella esterna a causa dell’accumulo degli inquinanti ed in più ad oggi abbiamo il Covid-19.

Come funziona questo brevetto, tutto italiano ?

l mix tra luce visibile a LED e l’alta reattività del TiO2 ( biossido di Titanio, un nanomateriale unico nel suo genere ) dopato con azoto e con nanoparticelle d’argento combinato con particolari elementi chimici, frutto da anni di ricerca e sperimentazione, fa sì che i prodotti illuminotecnici con questa tecnologia, siano sicuri per l’uomo, per gli animali e per l’ambiente in quanto non rilasciano alcuna sostanza nociva alla fine del processo di sanificazione, perchè hanno permesso di eliminare l’utilizzo degli UV per l’esecuzione del processo di fotocatalisi.

Le nanoparticelle d’argento e il TiO2 dopato reagiscono con le molecole dell’acqua presenti nell’aria liberando radicali liberi e ioni d’argento capaci di ossidare la maggior parte dei contaminanti organici VOC, abbattere ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio ed inoltre controllare e ridurre la carica batterica e virale.

Tutto senza la creazione di Ozono e UV.

Utilizzando i dati degli elementi inquinanti, fino ad ora conosciuti si può affermare che :

La tecnologia ci può e ci deve aiutare nel nostro quotidiano.

Arrivederci alla Pillola Tecnologica Liberale Informativa 2

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