Morale o Economia ?

Morale o Economia ?

La notizia è di quelle che ti lasciano l’amaro in bocca.

Il 9 dicembre, i sindacati confederali hanno dichiarato lo sciopero generale dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Il motivo di tale sciopero è il fatto che, nella Legge di Bilancio 2021, non c’è quell’aumento di risorse, per il rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Secondo le parti sociali le risorse attualmente a disposizione sono insufficienti per poter procedere con il rinnovo dei contratti, scaduti ormai dal 1° gennaio del 2019.

Il diritto di sciopero è uno dei diritti fondamentali, sanciti e tutelati dalla Costituzione Italiana e precisamente all’articolo 40, e per questo siamo uno dei pochissimi paesi, a livello mondiale, che lo prevede all’interno della carta fondamentale dello stato.

Quindi scioperare è sicuramente lecito, giusto richiedere quello che si ritiene un adeguamento economico.

Nessuno può eccepire nulla sulla legittimità che i lavoratori utilizzino una delle armi a loro concesse per difendere un proprio diritto.

Ma c’è un ma!

Il problema è che non siamo in un periodo normale, siamo in guerra!

Una guerra che ogni giorno ci regala un triste bollettino serale, con la conta dei decessi, una guerra in cui il Censis ci avverte che sono 600 mila le persone entrate in condizione di disagio economico.

A causa di questa pandemia la società si è divisa tra chi non ha mutato il proprio reddito in quanto ha ricevuto lo stipendio al 100% e questi sono proprio i dipendenti pubblici o dipendenti privati che non hanno avuto limitazioni di sorta nel loro lavoro.

Poi esiste una fascia con una tutela minore di lavoratori privati che usufruiscono degli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione ed infine i milioni di partite IVA che non hanno usufruito se non di qualche lieve ristoro e che non ha tutela di sorta.

Ora, di fronte a questa situazione drammatica, come può pensare la classe privilegiata dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, quella che non ha subito alcun mutamento salariale rispetto alla precedente situazione di normalità, mettersi in piazza a protestare.

Se è legale e tutelato farlo, non è sicuramente morale in questo momento mettere in piedi un’azione altamente egoistica, come quella dello sciopero per il rinnovo del contratto.

Cosa dovrebbero fare allora le partite IVA che non hanno tutele sui loro redditi e non possono far nulla di fronte ai redditi mancati?

Noi del Partito Liberale Italiano chiediamo ai sindacati di ripensare questa manifestazione e di riproporla in tempi diversi o con forme diverse da quelle dello sciopero.

Questo va fatto per il rispetto che devono a tutti i cittadini italiani che non hanno usufruito della loro stessa tutela, per il rispetto che si deve peri quei 600 mila nuovi poveri che ha creato la pandemia, per rispetto di tutte quelle persone che hanno preferito togliersi la vita piuttosto che affrontare la crisi della propria attività.

Evitiamo lo sciopero perché a volte il senso morale ha un peso maggiore di quello economico ed in questo periodo siamo chiamati tutti ad essere più morali.

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