Il vaccino che vuol nascondere la verità

Il vaccino che vuol nascondere la verità

Finalmente è arrivato il vaccino tanto atteso, quello che ci libererà, così dicono gli altoparlanti governativi, da questa maledetta pandemia.
Grande cerimonia di vaccinazione, il 27 dicembre, a favore della stampa e soprattutto della televisione.

Non ho sentito rimarcare invece il fatto un po’ strano che in Italia sono arrivate meno di 10.000 unità, mentre in Germania ne sono arrivate 151.000, sarò mica che i produttori ne danno in funzione dei pagamenti?

Il ministro Speranza ha assicurato che i vaccini saranno distribuiti in funzione della popolazione, me lo auguro, perché se giornalmente venisse distribuita la stessa quantità di 10.000 pezzi, ci metteremo 3 anni a vaccinare la totalità della popolazione.
Lo stesso ministro Speranza ha inoltre assicurato che a Marzo saranno vaccinati 13 milioni di italiani, me lo auguro davvero, ma visto tutto quello che è successo fino ad oggi, ho poca fiducia nelle promesse sue e del suo governo.

Mussolini diceva che il cinema era “l’arma più forte dello stato” e Conte lo sa benissimo, ha cambiato solo il media, passando alla televisione. Il capo del governo utilizza i canali televisivi, da sempre in mano alla sinistra, per influenzare l’opinione pubblica, facendo della velina lo strumento di governo del consenso.

L’attenzione dei media sul vaccino è servita a nascondere meglio quella che è la situazione del paese reale e del suo sistema economico al tracollo.
A rompere le uova nel paniere ci ha pensato la CGIA di Mestre, il 26 dicembre infatti ha pubblicato i dati della sua ricerca sullo stato di salute dell’economia, delle piccole medie imprese italiane.

Il disastro parla di una perdita, nel 2020, di 420 Miliardi di Euro sui 3.100 fatturati mediamente dalle imprese italiane in un anno, una contrazione pari al 13,9%.

A fronte di questa pesante contrazione, imposta dalla chiusura delle attività economiche, per fronteggiare la pandemia, il governo ha messo in campo ristori di varia natura per soli 29 Miliardi.

Però, dobbiamo dire, che qualcuno quest’anno ha fatto davvero un bel risultato in crescita, peccato che sono le multinazionali del digitale, che hanno un livello di tassazione in Italia, ridicolo.

Infatti, secondo l‘area studi di Mediobanca, nel primo semestre del 2020 il fatturato delle big digitali è aumentato del 17%.

Le filiere più colpite dalla crisi sono quelle legate al settore del turismo e della ristorazione, quelle che hanno avuto il contraccolpo maggiore dalle chiusure imposte:

– la filiera dei trasporti persone

– la filiera degli eventi

– gli ambulanti

– la filiera sport, tempo libero, intrattenimento, discoteche, parchi

divertimento e tematici

– la filiera attività culturali e spettacolo;

– il commercio al dettaglio, in particolar modo abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria;

– gli agenti di commercio.

Geograficamente la crisi ha colpito pesantemente il Sud Italia e soprattutto le grandi città d’arte che hanno risentito della mancanza di turisti.

Ora per fronteggiare la crisi di uno dei settori strategici della nostra economia, il governo ha messo a disposizione del settore turistico solo 3,1 Miliardi di Euro, dei 209 messi a disposizione da Bruxelles con il Next Generation EU.

Questo vuol dire condannare questo primario settore, ed i loro tantissimi addetti, ad una profondissima crisi, di cui è difficile vedere un’uscita in tempi ragionevoli.

La dispersione delle risorse, in rivoli poco fruttiferi che ha intrapreso il governo e di cui ho già parlato in un mio precedente articolo del 24 dicembre, “L’assalto alla diligenza Italia”, significa non aver compreso di cosa ha bisogno oggi l’economia del nostro paese.

L’Italia ha bisogno di interventi sostanziosi, soprattutto nei comparti strategici ed a maggior impiego di risorse, un nuovo piano Marshall per risollevare il paese.
Il problema è che una compagine di governo divisa su tutto, unita solo dall’interesse di non andare al voto, non potrà mai offrire soluzioni adeguate, impegnata com’è a dare gettoni a destra e a manca, per comprare voti.
Oggi è il momento di cambiare, il paese non può attendere oltre, che ci sia la responsabilità da parte di chi può, di buttare giù questo circo inguardabile e di far tornare alle urne il popolo italiano.

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