Il Turismo: un’industria incompresa.

Il Turismo: un’industria incompresa.

Il Turismo: un’industria incompresa

di Diego BRACHETTI – responsabile dipartimento turismo PLI Lombardia

Non tutti sanno che il turismo italiano ha rappresentato, fino a febbraio 2020, un asset economico primario in Italia con ben 4,2 milioni di occupati e un contributo al pil del 13%.

Ma nessuno se ne occupa se non marginalmente, relegando il turismo prima nel Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali poi nel Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il turismo, e chi lo conosce bene lo sa, ha delle caratteristiche uniche come poche altre attività commerciali. Il prodotto turistico non è immagazzinabile e non è trasferibile.

Se la prima caratteristica è comune a molte attività, la seconda è quasi unica. La somma delle due crea una situazione di equilibrio precario. Cosa significa?

Il prodotto turistico non è immagazzinabile: la camera d’albergo non venduta oggi, non può essere conservata per poterla vendere il giorno dopo.

Questo significa una deperibilità altissima del prodotto nell’arco delle 24 ore. Come se un negoziante di scarpe dovesse buttare tutte le scarpe invendute e comprarne di nuove da vendere per il giorno dopo.

Il prodotto turistico non è trasferibile: l’albergo, il villaggio turistico, il residence sono strutture “immobili” e pertanto non possono seguire i mercati, le mode, flussi turistici.

Dove vengono costruite li muoiono. L’esempio potrebbe essere tutti gli hotels costruiti ad hoc per eventi (olimpiadi, Expo, etc. etc.) che una volta terminati, non hanno più flussi turistici che ne giustifichino i costi operativi. Infatti, vengono chiusi o peggio abbandonati.

Queste due caratteristiche fanno del prodotto turistico un prodotto fragile e di difficilissima gestione e che avrebbe bisogno di molte più attenzioni da parte del nostro governo.

Snellire i processi di assunzione della forza lavoro, renderla più elastica aiuterebbe la gestione delle imprese ed aiuterebbe a far emergere anche il sommerso.

Provate a pensare al vostro Hotel preferito al mare, sul lago, in montagna.

Se avete pianificato un week end tanto atteso e sospirato, cosa fate il venerdì leggendo il meteo del week end? Se piove? o se c’è il sole? Se nevica? se le piste non sono innevate? Prenotate? Cancellate?

E l’albergatore cosa può fare? Aumentare o diminuire il personale? Spesso non riesce proprio per la difficoltà di assumere all’ultimo momento (o diminuire) la forza lavoro.

Se vogliamo far crescere l’industria del turismo italiano, dobbiamo dare la possibilità di competere con mete turistiche dove la gestione della forza lavoro non impatta negativamente come in Italia.

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