Il peggior governo della storia repubblicana.

Il peggior governo della storia repubblicana.

I meccanismi reattivi dell’ultimo quarto di secolo ci hanno abituati a ragionare in termini di amico nemico, di tutto bene tutto male, finendo col farci considerare gli avversari come nemici e quindi togliendo alle relative analisi ed al confronto la necessaria, serena obiettività.

Considero il Governo attuale il peggiore in assoluto di tutta la storia repubblicana, costituito da analfabeti incompetenti. Sovente anche presuntuosi, populisti, vetero stataslisti, con a capo un furbastro opportunista e costantemente ossessionato dal desiderio di diventare un leader, pur rendendosi conto forse che non ne ha la stoffa.

Per onestà dobbiamo riconoscere che a Bruxelles si è battuto bene. Grazie anche al poderoso sostegno della maggior parte degli Stati europei, con il non indifferente apporto di Spagna, Portogallo, Grecia, ma principalmente Francia e Germania.

Una vittoria già scritta, in cambio di modesti sconti da saldo ai Paesi “frugali”, che da taluni hanno ricevuto molti insulti non meritati. L’esperienza di come il nostro Paese, già in recessione, ha buttato decine di miliardi in Reddito di cittadinanza, quota cento, sussidi, cassa integrazione, Alitalia, nuovo assetto di Atlantia, prossimo rifinanziamento di ILVA, sprechi per comprare banchi nuovi nelle scuole e così via, certamente non era per l’Italia la miglior presentazione.

Sinceramente, se voi foste olandesi, austriaci, danesi o finlandesi vi fidereste di come il Sig. Conte e la sua allegra brigata spenderanno i grandi mezzi del Recovery Found, senza avere ancora un’idea, un progetto, un qualsivoglia disegno politico, mentre il debito pubblico ha superato i 2.500 miliardi di Euro?

Le polemiche portano ad estremizzare, perdendo di vista elementi importanti. Il Consiglio Europeo è stato un successo e potrebbe indicare la strada giusta per riprendere il grande progetto degli Stati Uniti di un Europa federale.

Urgono una costituzione di pochi stringenti articoli, avviare una rapida convergenza fiscale, una difesa comune, cominciando dalla protezione dei confini, una politica estera comune, un intento collaborativo per il rilancio degli investimenti e della occupazione nei settori del futuro: alta tecnologia, salvaguardia dell’ambiente, principalmente marino e boschivo, grande scommessa sulla qualità delle giovani generazioni.

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