Il bicchiere rimasto vuoto …

Il bicchiere rimasto vuoto …

IL BICCHIERE RIMASTO VUOTO…. di Giuseppe VIGNERA

In questi giorni sono profondamento perplesso da tutto quello che sta succedendo nell’Italia politica.

Dopo mesi d’impotenza del centro destra, nei confronti dell’attuale governo che, con i numeri in parlamento e soprattutto con la voglia di non mollare le poltrone, sembra inattaccabile, accade l’inaspettato.

L’improvvisa salita dei contagi, dei ricoverati e delle vittime per covid, porta il governo a commettere un errore incredibile, novello Pietro Micca, accendere direttamente la miccia della rivolta popolare, andando a chiudere una serie di attività ed imponendo un anticipo di lock down, nel suo ultimo dpcm.

Eppure era chiaro ed evidente anche ai non udenti e non vedenti che stava montando la rabbia dal basso, dall’elettorato attraverso i social, in risposta alle denunce dei vari esponenti del centro destra.

La gente chiedeva di più, voleva scendere in piazza e urlare la disapprovazione, nei confronti dello spettacolo di tutti questi mesi, in cui ministri incompetenti ed inadatti hanno combinato tutto quello che non serviva per questo paese, dagli scarcerati facili ai banchi comprati dall’elettricista, dall’invasione di migranti al caos trasporti pubblici.

A questo punto mi sarei aspettato che Lega e FDI si fossero uniti per una manifestazione di forza, con un’ampia partecipazione di popolo pacifica, per dare la spallata che non si riesce ad ottenere in parlamento, dimostrando che il governo non ha più i numeri nel paese.

Ed invece niente di tutto questo.

Un silenzio assordante da parte del centro destra che sicuramente sta mettendo in crisi il rapporto con il proprio elettorato, il quale si sente abbandonato e che potrebbe avere pesanti ripercussioni poi sul voto politico del futuro.

In un momento in cui, più forte dovrebbe essere la forza dei leader di centro destra, nella guida della protesta, la loro posizione si è ammorbidita sulle solite mozioni di vicinanza ai vari settori colpiti.

L’ipotesi potrebbe essere che in realtà stiano preparando un governo di unità nazionale, dove più o meno siano presenti tutti i partiti.

Un governo che dovrebbe sicuramente eliminare dal palcoscenico tutti i ministri che hanno portato a questo disastro il paese ed in primis l’attuale primo ministro.

Un governo tecnico che nasce per salvare il salvabile e per portare la nazione in acque meno agitate e soprattutto fuori dalla pandemia.

Nel frattempo rimane l’incognita della protesta autonoma ed incontrollata, che offre il fianco all’ingresso nello scenario di forze estremiste e violente.

Il futuro inoltre vede anche il peso dei comportamenti di Francia e Germania che stanno puntando ad una nuova chiusura, per placare il contagio, e che sicuramente saranno utilizzati da Conte come esempi da seguire anche in Italia.

Sono un positivo di natura, che vede il bicchiere sempre mezzo pieno ma purtroppo oggi il bicchiere è quasi vuoto e la sete è tanta.

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