Gli obiettivi del PLI a proposito di GRANDI OPERE E LIBERALIZZAZIONI

Gli obiettivi del PLI a proposito di GRANDI OPERE E LIBERALIZZAZIONI

Gli obiettivi del PLI a proposito di GRANDI OPERE E LIBERALIZZAZIONI

Da sempre le grandi opere sono volano dell’economia, garantiscono posti di lavoro immediati e consentono all’Italia di allinearsi ai grandi paesi europei.

In particolare possono favorire la crescita del Mezzogiorno, attraverso l’adeguamento delle infrastrutture, ma bisogna vigilare a che gli appalti siano frutto di gare corrette e non gestite dal sistema mafioso.

La rete ferroviaria italiana è obsoleta ed in più punti le merci viaggiano su tratte in forte pendenza, in situazioni di pericolo per il personale e per le merci stesse, per cui i lavori debbono rientrare nelle priorità rispetto ad altre grandi opere.

Anche la rete autostradale ha mostrato di essere in grave stato di abbandono, non ci si può aspettare che i ponti una volta costruiti non ricevano più l’opportuna manutenzione .

La privatizzazione usata come merce di scambio politico non è la vera privatizzazione che, in regime di concorrenza reale, avrebbe affidato l’appalto a ditte oneste e competenti.

Il partito liberale è favorevole alle liberalizzazioni e contrario alle lobbies a tutela della libertà di scelta dei consumatori.

Lo Stato deve smettere di porre ingiustificati vincoli al lavoro, soprattutto adesso, in tempi di crisi, quando la gente deve inventarsi nuovi lavori nell’ambito dei servizi al consumatore.

La tutela delle lobbies danneggia non solo le piccole e medie aziende che in questi ambiti lavorano, non solo i fruitori dei servizi, ma anche l’erario, a cui vengono sottratti introiti a favore del lavoro nero.

Le aziende di partecipazione pubblica pur mantenendo la propria natura privatistica, devono garantire l’applicazione delle medesime disposizioni previste dalle normative e dai regolamenti del settore pubblico.

Il partito liberale è favorevole alla libera circolazione delle merci per consentire al consumatore di ampliare la scelta e soddisfare meglio le proprie necessità.

Non ci nascondiamo però il pericolo per le nostre aziende costituito dalla concorrenza di alcuni paesi all’interno dei quali non siano in vigore leggi e dispositivi a tutela dei lavoratori piuttosto che della salute e non vi siano normative atte ad impedire efficacemente l’inquinamento ambientale.

Inquieta soprattutto l’importazione di cibi che non siano sottoposti a regolari controlli in fase di produzione da aziende che non rispettano i nostri canoni di igiene.

Riteniamo che lo Stato debba tutelare le aziende italiane a norma della concorrenza che potrebbe risultare sleale in quanto i prodotti dei paesi provenienti dai paesi meno attenti possono essere anche molto più economici e quindi indurre il consumatore all’acquisto.

In ogni settore il partito liberale continuerà a battersi contro le rendite di posizione.

Estratto da:
“Manifesto per una nuova rivoluzione liberale”
a cura del coordinamento organizzativo e dipartimenti della Lombardia
approvato dalla direzione regionale PLI Lombardia.

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