Forse

Forse

Forse – di Sante PERTICARO

Mentre scriviamo é in pieno corso di svolgimento il primo giorno di scuola. Quanti ricordi. Quanti sogni. Quante speranze riposte sul domani. E poi?

Oggi viviamo dentro una situazione assai “discutibile”, quantomeno.

Discutibile dal punto di vista della sicurezza ambientale, prima di tutto.

Intere foreste che bruciano (o per colpa, per incuria, o per dolo umano), ambienti che rivedremo tra vent’anni.

Forse.

Ma anche opinabile in quanto a prospettive economiche, produttive e occupazionali.

Ci mancava solo la pandemia.

A un mondo che già stava zoppicando assai in quanto a produzioni e novità creative impegnative di manodopera umana, alla creazione di spazi di lavoro per le nuove generazioni che già sono oppresse da un carico previdenziale insopportabile, si è aggiunto il “carico da 100” del contagio: che sta assai falcidiando il mondo intero.

Non parliamo, poi, del quadro politico: dove ad un encefalogramma piatto fa da controcampo lo scenario teatrale allestito da contrapposizioni violente, del tutto improduttive e capaci solo di creare ulteriori disastri.

Forse.

Auguri, ragazzi.

Il fatto di recarvi a scuola con la mascherina; seduti su sedie a rotelle; distanziati nei banchi ché non si puó copiare se non muniti di telescopio, farà nascere un nuovo umanesimo?

Forse.

Guardo la TV che mostra i due guappi palestrati che hanno macellato di botte il povero Willy che chiedono di rimanere in isolamento perché temono la “giustizia carceraria”.

Forse.

CATEGORIES
Open chat
Come possiamo aiutarti?