Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Per i più appassionati studiosi della storia romana la frase del titolo è già stata detta, ma proprio essa finirà per calzare come un guanto prossimamente: nel 2021 d.C.
Cicerone (che fu un Console della Repubblica Romana, più di due millenni fa) salvò la vecchia Repubblica da molteplici tentativi eversivi, ma quest’ultima poi finí pure per cedere il passo all’era imperiale augustea.

Sappiamo bene che questo ardito accostamento è un nínìn blasfemo, ove lo si rapporti alla miseranda situazione che vivrà l’Urbe il prossimo anno quando pure la incompetente superiorità pentastellata con il suo massimo campione (Virginia Raggi) verranno sottoposti al giudizio popolare, ma non troviamo paragone più adatto e calzante di questo per rendere bene l’idea.

“Il potere è del popolo” in vera democrazia, sempre e comunque.

Ma, nonostante quest’ultimo soggetto vanti la memoria corta, è uso cedere a tutte le lusinghe retoriche, nei tempi attuali persino a quelle di un comico genovese e della sua compagnia di figuranti guasconi che -esattamente un lustro fa- fecero ricco bottino del sacro Campidoglio: arrostendo con le patate pure quelle oche che avevano svolto un onorato servizio civico ai tempi di Brenno.

Sí, perché gran parte del popolo romano saltò la siepe seguendo lo zufolío di quel comico che era uso riempire i teatri con del popolo plaudente e pagante il giusto prezzo (la SIAE ringrazia), perché si illudeva di trovare oltre l’arbusto una vera e propria Isola del Tesoro con tutti i pirati già decapitati e pure con il miele che scorreva fiumi.

Non è stato affatto così. Anzi.

Rifuti sparsi per le strade; sacchetti sventrati; zoccole che ringraziano per l’inaspettato…lampione (!!) di cibo gratuito; cassonetti trascurati, sporchi e ammaccati; pullman Atac sempre non puntuali (l’orario stampigliato sulle fermate è solo un….auspicio! ), incendiati e assai sgarrupati; tasse locali aumentate al di là delle promesse; classe politica sempre più momentanea e strapagata soprattutto nelle sue protesi dirigenziali; Vigili Urbani in perenne tumulto; insetti per ogni dove posto che la disinfezione è stata un sogno; patrimonio arboreo lasciato a sé stesso con il fogliame che intasa gli scoli dell’acqua piovana….. Potremmo proseguire ancora, ma la Redazione non ci dà tanto spazio.

Si è inventata, la Raggi, pure “Spelacchio”, divenuto una usuale celebrità natalizia..e ho detto tutto.

Dovrebbe essere assai logico, quindi, che un elettore -facendo 1+1- si chieda, brandendo la matita sanificata e copiativa in cabina elettorale:
“rivoto Virginia Raggi, o la sinistra che le ha tenuto il sacco del malloppo per tutti questi anni?”

Faremo un piccolo passo in avanti rispetto al …2015?

Perché già sarebbe tanto fare una bella opera di reset e ripartenza da quell’anno.

Con una classe amministrativa più umile (che parli con la gente dei Municipi) ma, soprattutto, onesta.

Questo si può (e si deve) fare.

Diffidando del tutto dai. ..pifferai!

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