Bielorussia e Libano, due facce della stessa medaglia ?

Bielorussia e Libano, due facce della stessa medaglia ?

– di Nicola FORTUNA – Segretario nazionale PLI

– Probabilmente gli occidentali, intrisi di cultura liberal-democratica dovrebbero osservare con occhi disincantati gli avvenimenti in corso. Mi tornano in mente un incontro con Sergio Romano a Milano, non più di una decina d’ anni fa, e le sue considerazioni.

Ma andiamo con ordine.

Bielorussia, Lukascenko ed il suo rapporto con Putin.
A margine di tutto quello che è accaduto, e quindi elezioni bielorusse falsate, moti di piazza a Minsk, dura repressione, allontanamento della candidata all’ opposizione, proteste di Stati Uniti e Unione Europea, bisogna ricordare che nelle immensità delle terre dell’ Europa Orientale limitrofe alla Santa Madre Russia, non esistono confini naturali. La stessa Polonia ed i Paesi Baltici hanno vissuto fasi storiche e geografiche ad elastico. Ingranditi e rimpiccioliti e praticamente scomparsi per decenni.
Le frontiere delle smisurate pianure dell’ Europa Orientale sono spesso delimitate da fiumi, e le popolazioni che vi abitano passano sotto la giurisdizione dei vari Stati presenti con facilità irrisoria.

L’ identità nazionale è data da lingua e religione, così la Polonia cattolica è alternativa alla Germania luterana ed alla Russia ortodossa..

Così sono i Paesi Baltici, Lituania, Lettonia, Estonia incuneati tra la Prussia Orientale, la Pomerania, e la Russia stessa.

Le conseguenze si nascondono da sempre nei meandri della storia.
L’ Impero Russo non ha mai tollerato frontiere aperte con il resto d’ Europa, ponendo o inglobando una serie di Stati Cuscinetto a protezione dei suoi confini e quindi neanche la C.S.I. erede dell’ U.R.S.S. rinuncerà mai ad avere forti influenze e a condizionare Bielorussia ed Ucraina o ad occuparne militarmente una parte.

Il caso della Crimea, ceduta da Krusciov nel 1953, ma profondamente russa ad est, e nel cui centro si trova Sebastopoli, base navale C.S.I. nel mar Nero lo insegna.

In più l’ entrata di Polonia e Paesi Baltici nella N.A.T.O. con lo spiegamento di missili americani sul terreno non ha certo facilitato le cose, malgrado infantili assicurazioni che gli stessi fungessero da deterrente per la presenza occidentale in Afghanistan.
Gli occidentali dovrebbero ricordare che Putin si considera il nuovo Czar di tutte le Russie e cioè di Russia e Bielorussia (Russia bianca dalle immensità dei campi di cotone e dal colore bianco, bielo, che identifica terre occidentali) e non abbandonerà tanto facilmente il suo storico alleato Lukascenko.

Ecco quindi la Real-Politik come nel caso del Libano ed in maniera più profonda della Francia.

Francia figlia primogenita della Chiesa, Cristianità, Luoghi Santi, Crociate..

Nel 1250 ed esattamente il 24 di maggio, San Luigi IX Re di Francia pronuncia a San Giovanni d’ Acri un discorso affettuosissimo nei confronti del Libano e dei libanesi, affermando l’ esistenza di profondi legami di condivisione e d’ amore verso la cattolica Francia, uguali a quelli esistenti tra i francesi stessi..

Nel corso dei secoli, pur sotto dominazione ottomana, la Francia ottenne da allora dai Sultani e dagli Emiri dell’ Islam una serie di privilegi e garanzie politiche da conferire al Libano e soprattutto ai Cristiano-Maroniti seguaci del monaco San Maron già venerato dal V secolo..

Con la dissoluzione dell’ Impero Ottomano, oltre alla Siria, la Francia ottenne il Libano stabilendovi un Protettorato e diffondendo dovunque lingua e cultura francese..

Non è un caso che immediatamente dopo l’ immane esplosione di pochi giorni fa al porto di Beirut il Presidente francese Macron si sia recato sul posto con un piano cospicuo di aiuti economici e con la sua presenza abbia ribadito la determinazione di non abbandonare a se stesso il Paese dei Cedri dove parlare francese è antica abitudine.

E anche qui la Real-Politik si tinge di altre svariate considerazioni.

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